Quattro dei cinque quesiti oggetto del referendum abrogativo a cui i cittadini saranno chiamati a votare domenica 8 e lunedì 9 giugno sono promossi dal sindacato Cgil e riguardano il lavoro. Il primo, nel dettaglio, chiede la cancellazione della disciplina, entrata in vigore nel 2015 con il Jobs act (dlgs 23/2015) introdotto dal governo Renzi, sui licenziamenti dei contratto a tutele crescenti. La norma in questione stabilisce che nelle imprese con più di 15 dipendenti e per coloro che sono stati assunti dopo il 7 marzo 2015, in caso di licenziamento illegittimo, non sia previsto il reintegro nel posto di lavoro.