Per Antonio Noto sono e restano locali, sbagliato correlarle alle Politiche. Mentre in merito all’affluenza, per il sondaggista, le liste civiche sono sempre un buon motore propulsore per portare alle urne gli elettori.

A proposito di affluenza, questa tornata appare in linea con la precedente...

«Nelle elezioni comunali, il dato partecipativo è fortemente condizionato dal numero di candidati in corsa per il Consiglio. In questa tornata abbiamo registrato una forte presenza di liste civiche e questo ha un impatto diretto: più candidati significa più voti di relazione, più reti personali attivate, più coinvolgimento familiare».

Più liste civiche vuol dire più affanno per i partiti nazionali?

«Assolutamente no. A Taranto, per esempio, potrebbe arrivare al ballottaggio un candidato civico di area centrodestra piuttosto che il nome ufficiale della coalizione. Ma ciò non significa che quegli elettori alle Politiche non torneranno a votare Fratelli d’Italia o Forza Italia. Il voto locale è personalizzato: si valuta la figura del sindaco, il radicamento, la fiducia».