Gli uccelli, quando volano in formazione, sembrano spesso un insieme dotato di propria individualità. Chi non è mai rimasto incantato di fronte a una moltitudine di storni che tracciano nei cieli suggestivi disegni in movimento, dove ogni puntino è un uccello? Gli storni (Sturnus vulgaris) si difendono dai predatori, come i falchi, proprio attraverso lo stormo, che rende difficile per il predatore individuare e colpire un singolo esemplare. Lo stormo in tal caso è insomma una strategia evolutiva che aumenta le possibilità di sopravvivenza del gruppo.

Più in generale, molte specie di uccelli formano stormi durante fasi specifiche del loro ciclo vitale, come la migrazione e la stagione non riproduttiva, o durante lo svolgimento di particolari attività, come i voli pendolari tra siti di riproduzione, o di rifugio, e aree di foraggiamento.

Dopo il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi che ha studiato gli stormi degli storni per decifrare le interazioni degli individui in un sistema complesso e la correlazione che s’instaura fra le molte migliaia di storni in formazione, arriva ora una nuova ricerca sugli stormi firmata dall’Università di Pisa e pubblicata nella rivista scientifica sulla rivista Animal Behaviour. Lo studio ha analizzato come le personalità individuali influenzino la coesione dello stormo durante i voli di rientro di piccioni viaggiatori (Columba livia), una specie altamente gregaria.