CERVIA (RAVENNA) - «Per 40 anni mi sono occupato di vicende di cronaca e ho visto decine e decine di vittime di omicidi. So perfettamente che l’ultima immagine è quella che resta. Per questo i miei colleghi hanno fatto bene a non farmela vedere. Non avrei visto mia moglie, ma quel che resta di un corpo finito sotto i cingoli di una ruspa». Il marito di Elisa Spadavecchia, la donna travolta da una ruspa sulla spiaggia di Cervia, ha indossato la divisa dei carabinieri per una vita. Giovanni Sfregola si è congedato nel 2016, dopo aver guidato il comando provinciale di Vicenza. Un ex ufficiale dell’Arma temprato a tutto e stimato dai tanti colleghi che da sabato lo chiamano da ogni angolo d’Italia. Ma anche un uomo piegato dal dolore per una morte assurda e inaccettabile: «Ho perso la cosa più preziosa che avevo e che non mi restituirà più nessuno. Non ho più niente».
Cervia, il marito della donna uccisa dalla ruspa: «Non tornava dalla spiaggia e l’ho localizzata col telefono: era la cosa più preziosa»
Il marito della donna uccisa da una ruspa: una morte inaccettabile










