Quando la ruspa le è piombata addosso era sul bagnasciuga e stava guardando il mare. Probabilmente non si è accorta di nulla Elisa Spadavecchia, 66 anni, morta sotto i cingoli di una pala meccanica a lavoro per spianare la spiaggia all’altezza del Bagno Franco, il numero 70, di Pinarella di Cervia.
La ruspa, guidata da Lerry Gnoli, si stava muovendo a marcia indietro in linea retta. Poi, improvvisamente ha cambiato direzione, verso il mare, come se il conducente volesse fare inversione. «Non l’ho vista, non mi sono accorto che la signora era dietro di me», ha giurato ancora sotto shock ai carabinieri. Fosse andato dritto le sarebbe passato accanto a un paio di metri almeno, ma non è andata così. Ad attirare l’attenzione di Gnoli le urla disperate di alcuni bagnanti che erano in spiaggia a godere della giornata mite e di un solo non ancora caldo ma piacevole. Lui ha fermato la ruspa sentendo le grida e, quando si è accorto di quello che aveva fatto, è scappato via disperato e si è presentato immediatamente alle forze dell’ordine.
Inutili i soccorsi, inutile ogni tentativo di fare qualsiasi cosa. I cingoli hanno fatto scempio del corpo esile della donna. Era sola in spiaggia, mentre il marito si era attardato in albergo. Erano arrivati venerdì sera da Creazzo, in provincia di Vicenza, per trascorrere il fine settimana al mare. Lei un’insegnante di inglese del liceo Quadri di Vicenza, lui un ex comandante provinciale dei carabinieri in pensione. La coppia era in vacanza senza i due figli.











