“Stavo cercando di calmare gli animi, mediando tra le prime linee di manifestanti e il cordone delle forze dell'ordine, quando sono stato circondato da tre agenti e colpito con una manganellata senza motivo. Adesso sono su una barella e ci resterò per alcune ore, devono sottopormi a Tac, mi hanno detto che potrei avere una commozione cerebrale ".
È dolorante, ha una ferita visibile sulla fronte. Parla dall’ospedale del pronto soccorso dell’ospedale San Spirito Luca Blasi, 43 anni, l’assessore alla Cultura del municipio III di Roma, meglio conosciuto nel panorama dei movimenti sociali romani con soprannome di “Lucone”.
Lunedì Blasi è rimasto ferito durante il sit-in contro il dl sicurezza indetto in piazza Barberini a Roma. Un gruppo di manifestanti ha cercato per due volte di sfondare il cordone di sicurezza per raggiungere piazza di Monte Citorio, gli agenti hanno reagito usando gli scudi e i manganelli. Durante gli attimi concitati Blasi era in prima fila a mediare con la polizia, quando è stato colpito a freddo.
Era dove è sempre stato “Lucone”. Nelle piazze, ovunque ci fosse una vertenza sociale per la quale valesse la pena scendere in strada. L’attuale assessore della giunta di centrosinistra alla guida del parlamentino di Montesacro, presieduta da Paolo Emilio Marchionne, non era certo a volto coperto. Mediava. Blasi, 43 anni, storico attivista dello spazio sociale Asta al Tufello, nel municipio III, è originario del quartiere di Monte Cervialto, da tempo, come assessore, si batte per far rivivere i portici dei lotti popolari, ridotti per anni a un deserto, un’infilata di saracinesche abbassate.






