Camminare insieme stando accanto agli ultimi, alle migliaia e migliaia di persone fragili che vivono la città. Il direttore della Caritas Giustino Trincia è appena uscito dalla basilica di San Giovanni in Laterano, dove ha pregato insieme a Papa Leone XIV nel giorno in cui è diventato vescovo di Roma. «Un momento di particolare emozione, ma anche di grande comunione nella preghiera in quella che è la sua chiesa, la chiesa locale di Roma e di grande sintonia con la città».
In che direzione deve andare il cammino da fare insieme alla città indicato da Papa Leone XIV?
«Il Santo Padre ha messo molto bene in evidenza, ha ricordato, una Chiesa che da anni sta portando avanti un’azione di ascolto della città, la necessità di partire dagli ultimi, da chi è più ai margini, dai poveri. E ha sottolineato il ruolo fondamentale della prevenzione».
Cosa significa?
«Occorre sì, intervenire per aiutare, ma ancor prima bisogna usare l’ascolto per prevenire situazioni di sofferenza. È una forma alta di carità anche questa. Per una città che sia maggiormente in grado di ascoltare, con una Chiesa che è chiaramente disponibile ad essere al servizio della città stessa, partendo dagli ultimi. E poi vorrei sottolineare anche l’accento messo sul tema dell’educazione dei giovani. Credo che sia un compito e un impegno che debba riguardare tutti».












