Sulla terra, Mats sa come si fa. Tre titoli del Roland Garros, il Grande Slam (quello vero) accarezzato nell’annus mirabilis 1988 scivolando solo sull’erba (letale fu la sublime flemma di Gattone Mecir), 20 dei 33 tornei conquistati in carriera estratti uno per uno dai granelli dell’amata polvere di mattone, inclusa Roma nell’87: il 18 maggio, al termine della finale tra Alcaraz e Sinner, gli Internazionali del Foro Italico gli hanno consegnato la racchetta d’oro. Nessuno meglio di Mats Wilander, le gambe più belle del tennis di un’altra epoca, è in grado di spiegare talenti e criticità sul rosso di Jannik Sinner, il n.1 che inizia stasera con Rinderknech la campagna parigina.
Mats Wilander fa le carte a Parigi: «Sinner è un lupo affamato, solo Alcaraz può batterlo al Roland Garros»
Intervista all'ex mago del rosso, che punta sul numero uno: «È il più forte, può fare il Grande Slam già quest'anno. Se mi chiedesse di allenarlo? Può continuare solo con Vagnozzi ma non saprei dirgli di no»






