Proseguono senza sosta i raid e i bombardamenti a tappeto israeliani, che martellano pesantemente la Striscia, con uno bilancio di decine di vittime, tra cui due membri dello staff del Comitato Internazionale della Croce Rossa, uccisi ieri in un attacco sulla loro casa a Khan Yunis dove hanno perso la vita anche i 9 figli della pediatra Alaa Najjar.

"Siamo devastati dalla morte di due cari colleghi, Ibrahim Eid e Ahmad Abu Hilal. Oggi, ancora una volta, ribadiamo il nostro urgente appello al rispetto e alla protezione dei civili a Gaza", piange la Cri.

Un'escalation che, stando al Jerusalem Post, starebbe preoccupando gli Usa che avrebbero chiesto a Israele di rinviare l'occupazione su vasta scala a Gaza per favorire gli sforzi per i negoziati sul rilascio degli ostaggi. I funzionari israeliani hanno però chiarito che, una volta iniziata l'operazione terrestre su vasta scala, Israele non si ritirerà dalle aree in cui è entrata, nemmeno nell'ambito di un potenziale accordo. E in serata è arrivata a Gerusalemme la segretaria alla sicurezza nazionale Usa Kristi Noem dopo che Donald Trump aveva evitato di fare tappa in Israele nel suo tour mediorientale.

Nelle stesse ore i ministri degli Esteri europei e arabi riuniti a Madrid hanno denunciato l'insufficienza degli aiuti umanitari, alzando la voce per fermare la guerra. Lo spagnolo José Manuel Albares ha sottolineato che i palestinesi hanno lo stesso diritto alla pace degli israeliani. "Gaza è una ferita aperta per l'umanità in cui ogni giorno vediamo nuove vittime civili innocenti e della quale non vediamo la fine", ha chiosato il titolare della diplomazia iberica. Madrid ha proposto di imporre un embargo delle armi a Israele per fermare il bagno di sangue. Un immediato cessate il fuoco è stato chiesto dalla sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi che ha ribadito il sostegno italiano al piano arabo per la ricostruzione di Gaza.