«Tutti i provider di servizi digitali devono avere gli stessi obblighi delle compagnie telefoniche, quindi prestazioni obbligatorie e cooperazione con le autorità». Al Festival dell'Economia di Trento il capo della polizia Vittorio Pisani rilancia la necessità di «equiparare il trattamento normativo tra compagnie telefoniche tradizionali e i fornitori di servizi telematici (provider di email, servizi cloud, chat criptate come WhatsApp e Telegram)». Il problema, ha chiarito il prefetto è che «le telecomunicazioni tradizionali sono soggette a obblighi di legge (conservazione dati, fornitura di prestazioni obbligatorie come le intercettazioni su richiesta dell'autorità giudiziaria, identificazione del titolare Sim), mentre per i servizi digitali mancano una regolamentazione analoga. In Italia non è possibile nemmeno testare tecnologie per intercettare comunicazioni su

piattaforme come Telegram per reati come la pedopornografia, a

differenza di altri Paesi».