Anche il Friuli-Venezia Giulia è tra le regioni che per prime hanno espresso non poche perplessità di fronte a un cambio di rotta nella gestione dei fondi europei di coesione. «Laddove qualcosa funziona, e funziona bene, non c’è motivo di cambiarlo», ha detto l’assessora al Bilancio, Barbara Zilli, intervistata per Cohesion4Climate, il progetto del Sole-24 Ore con Cnr-Issirfa, Monitho e Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa sulla politica di coesione europea. Zilli non nasconde le critiche: «Questo lavoro di cooperazione con il territorio continua a dare i suoi frutti. Se altrove ci sono inefficienze, si valutino quei programmi ma non si svilisca l’apporto positivo e virtuoso che le gestioni con aderenza al territorio, nel dialogo con enti locali e imprese, hanno offerto negli anni».Nella ripartizione dei fondi, al Friuli-Venezia Giulia va un importo di 1,2 miliardi. Niente a che vedere con le regioni del Mezzogiorno, ma sono «risorse importantissime, che abbiamo sempre utilizzato con grande responsabilità e come leva per lo sviluppo», dice Zilli. Finanziamenti che, in molti casi, si sono intrecciati con quelli del Pnrr. Ma proprio perché strutturali, su questi si conta per proseguire il cammino oltre il 2026. È il caso della transizione energetica: «Abbiamo come progetto bandiera la valle dell’idrogeno insieme alla Croazia - racconta l’assessora - sempre coi fondi di coesione a gestione regionale abbiamo deciso di finanziare le imprese che vogliono fare attività innovative per poi utilizzare questo tipo di energia. Per noi è assolutamente naturale applicare questi progetti con valenza transfrontaliera. Abbiamo da sempre una grande storia di collaborazione con la vicina Slovenia e con l’Austria». Non è un caso l’assegnazione della capitale europea della cultura a Nova Goriza e Gorizia. «Quel che ci aspettiamo - conclude - è che non vengano cambiate le finalità di questi fondi, perché significherebbe snaturare tutto il programma impostato negli anni dalle singole realtà territoriali, proprio per valorizzare il legame che è il cuore della coesione».