Sono cresciute, non diminuite: da quando l’agente Derek Chauvin cinque anni fa oggi (il 25 maggio 2020) soffocò brutalmente George Floyd su un marciapiede di Minneapolis, il numero di uccisioni compiute dalla polizia Usa è salito di anno in anno anziché decrescere. Malgrado le proteste più partecipate dagli anni Sessanta, con milioni di manifestanti nelle strade, la morte di Floyd non ha portato a un’inversione di tendenza. E la percentuale di vittime afro-americane continua a essere sproporzionata: 6,7 morti ogni 100 mila abitanti (6,8 i native americani, 2,9 i latini, 2,5 i bianchi e uno asiatico).