Come da accordi, Russia e Ucraina hanno proseguito lo scambio di prigionieri iniziato venerdì, liberando 307 militari a testa. Il rilascio riflette quanto deciso una settimana fa a Istanbul da funzionari di Mosca e Kiev nella formula di "1000 per 1000" e dovrebbe concludersi domenica 24. "Altri 307 militari russi sono stati rimpatriati dal territorio controllato dal regime di Kiev. In cambio, sono stati trasferiti 307 prigionieri di guerra delle Forze Armate ucraine", ha fatto sapere il ministero della Difesa russo in una nota, precisando che i propri soldati liberati sarebbero stati sottoposti alle prime cure in Bielorussia, prima di rientrare in patria. "Altri 307 difensori ucraini sono tornati a casa", ha confermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post sui social, "oggi è il secondo giorno dello scambio "1000 per 1000", concordato in Turchia. Solo in questi due giorni sono già state restituite 697 persone. Domani ci aspettiamo che si continui". Il finora riuscito scambio di prigionieri è la dimostrazione per la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova "di come il nostro Paese si comporta sulla scena mondiale e smentisce completamente le argomentazioni dell'intera comunità liberale occidentale, secondo cui la Russia non vorrebbe i negoziati e non sarebbe pronta". Il rispetto dell'accordo non ha però fermato gli attacchi aerei russi sull'Ucraina.