Le auto d’epoca, quasi tutte dalla livrea rossa, sembrano giovinette a quattro ruote, ringalluzzendosi anziché arrancare sui tornanti alle falde dell’Etna. All’unisono tutte strombazzano quando raggiungono Milo. È domenica mattina, i fedeli escono dalla Chiesa di S. Andrea fondata nel 1316 per volontà di Giovanni d’Aragona, fratello del Re Pietro di Sicilia. E sciamano sulla dirimpettaia Piazza Belvedere Giovanni d’Aragona: certo, il panorama che si gode da lassù è davvero suggestivo e impressionante perché la vista spazia sino a Catania, la Timpa di Acireale, Riposto e Giardini Naxos, persino la Calabria appare nitida all’orizzonte. Però forse, a giudicare anche dal look dei visitatori e soprattutto dalle espressioni dipinte sui loro volti, sono spinti dal desiderio di fare un po’ «compagnia» a Franco Battiato e Lucio Dalla. In particolare, in questa domenica di maggio sembrano essersi dati appuntamento qui molti sostenitori del Centro Studi di gravità permanente che organizzano seminari Sufi. Non si può che intenerirsi un poco, infatti, intrattenendosi a osservare i volti del cantante bolognese e dell’aedo catanese raffigurati, il primo al pianoforte e il secondo in piedi che lo guarda tenendo la fronte appoggiata al palmo della mano, nella statua bronzea realizzata da Placido Calì.