TREVISO – Del Toro 36 secondi, Ayuso 14, Tiberi 0. La classifica di questo Giro d’Italia la stanno facendo in buona parte gli abbuoni. Presi qua e là, tra arrivi e km Red Bull, il vero punto nodale di molte tappe intermedie. La cui dislocazione ha finora spesso premiato gli uomini di classifica. Negli ultimi giorno Del Toro ha fatto la volata per i 2” di Brescello e ieri ne ha guadagnati altri 2 ad Arcugnano, finendo terzo dietro Scaroni e Ayuso. Più ancora, il messicano ne ha guadagnati all’arrivo: 4” per il 3° posto dietro Pedersen e Van Aert (più 3 per un buco). E a Vicenza ha anche incontrato sua mamma Dora.
“Fatica? La fatica la fanno anche gli altri dietro” ha scherzato dopo l’arrivo Del Toro. Meno ha scherzato invece Antonio Tiberi, che non ha mai guadagnato un secondo bonus in tutto il Giro: “Io non ho lo scatto di Del Toro e Ayuso, devo fare la mia corsa in un altro modo”. È chiaro, le differenze vere si vedranno sulle grandi montagne. Dove, per citare Pantani, “per calcolare i distacchi ci vorrà la sveglia”. Ma non è detto. Al momento Del Toro conduce la classifica con 38” su Ayuso e 1’18” su Tiberi.
Il Giro 2023
Non è troppo lontano il Giro 2023, quando Roglic dovette sudare fino alla cima del Monte Lussari per scavalcare Geraint Thomas e prendersi la maglia rosa per appena 14”. Non furono decisivi gli abbuoni (6” a testa raccolti in tutto il Giro per entrambi), ma avrebbero potuto. Nel 2020 Geoghegan Hart e Hindley arrivarono a pari tempo nella crono finale di Milano: l’inglese aveva guadagnato 7” in più dell’australiano grazie ad abbuoni raccolti sulla strada. Alla fine portò a casa la corsa per 39”. Nel non-Giro 2024, stradominato, Pogacar vinse 6 tappe e accumulò 1’05” in abbuoni: non ne aveva bisogno, visto che il suo vantaggio finale su Martinez ha sfiorato i 10 minuti. Ma in un Giro equilibrato come quello del 2025, con i primi 5 in 1’35”, gli abbuoni possono diventare un fattore determinante.












