Scott McTominay, vent'anni allo United, dall'estate scorsa a Napoli, vista mare, quando è arrivato ha spalancato gli occhioni azzurri: «Amazing». E non è soltanto questione di clima, sole, cibo. Qui ha conquistato lo scudetto, il suo primo da protagonista, il quarto del Napoli. «Vale il mondo», ha urlato nel Maradona ubriaco di festa e tutto ai suoi piedi. Qui ha conosciuto Conte che come nessuno mai lo ha capito ed esaltato, cambiando modulo per lui, trasformandolo in titolare inamovibile per carattere, personalità e tecnica. Scott, 28 anni, nato a Lancaster in Inghilterra, naturalizzato scozzese, capelli rossi e viso lentigginoso, è cresciuto sotto l'ala protettiva di Ferguson allo United. Che poi, chissà per quale motivo, oltre a quelli finanziari, lo ha lasciato andare. Voleva essere un centravanti, è diventato un centrocampista, di quelli duri, ha conservato l'istinto del bomber: 12 gol, la sua firma sullo scudetto è messa a caratteri cubitali. Ha pianto come un ragazzino nella notte della festa. Voleva essere un duro, alla fine ha rotto gli argini: «Incredibile, stare a Napoli è fantastico», il pianto liberatorio di un guerriero sfinito dalle emozioni.