Le indagini sono in pieno svolgimento anche se le ordinanze di custodia cautelare sono state già eseguite. Sia a Trento sia a Milano. Due inchieste che si incrociano quasi per caso. In un accrocchio penale che svela, da una parte tutte le difficoltà in cui si dibatte chi ha la necessità di ripulire somme proventi di reato, e dall’altra chi si mette a disposizione per farlo, nascondendo altri fini: per esempio truffare il prossimo.

La sciabolata

Così l’inchiesta trentina battezzata “Sciabolata” (gesto dandy con cui si stappa champagne con una sciabolata secca inferta al collo della bottiglia) si interseca con quella milanese sulla Global Group Consulting, società bloccata dal triplice intervento di Consob Magistratura e Nucleo speciale di Polizia valutaria. Sullo sfondo l’ameno comprensorio sciistico di Andalo, Fai della Paganella e Molveno, epicentro dell’inchiesta tridentina che ha come oggetto principale un fiorente e avviato mercato di cocaina gestito da una famiglia (gli Agostini) assai nota di albergatori e ristoratori locali.

I professionisti del lavaggio

Ma ciò che trapela dalle carte dell’inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria di Trento, è soprattutto l’indispensabile presenza di professionisti che mettano a disposizione i canali giusti per riuscire ad occultare il denaro. Primo tra tutti un consulente assicurativo trentino, Steve Stinghel, che - secondo le risultanze dell’inchiesta - avrebbe proattivamente contribuito al lavaggio del denaro aprendo polizze assicurative di natura finanziaria presso primari operatori nazionali, offrendosi, poi di liquidare le posizioni secondo le necessità dei capi dell’organizzazione.