ROMA Che il negoziato sul commercio fosse difficile, tutto in salita, Giancarlo Giorgetti, lo dice da tempo. «Non è che siamo partiti benissimo» ricorda il ministro dell’Economia, impegnato in questi giorni nei lavori del G7 in Canada. «Ed è molto improbabile una ritirata totale delle posizioni degli Stati Uniti sui dazi» aveva avvisato anche ieri mattina in collegamento al Festival dell’economia di Trento. Così il ministro non è sorpreso dalla nuova bordata del presidente Donald Trump, che vede i negoziati con l’Europa sui dazi andare «da nessuna parte» e annuncia da giugno le tariffe al 50% sulle importazioni dal vecchio continente, facendo crollare di nuovo i mercati.