La tv di Carlo Conti, la musica di Ludovico Einaudi, il cinema di Ornella Muti. Il Festival della Tv di Dogliani è un palcoscenico a cielo aperto in cui ogni anno si esibiscono volti popolari e ricercati. Nella giornata inaugurale inevitabile che l’attenzione sia concentrata sul conduttore del prossimo Festival di Sanremo. Anche se manca molto al prossimo febbraio «qualche canzone sta già arrivando, alla fine saranno 500 brani e i Big li scelgo solo io: è giusto così, la responsabilità è mia». Novembre, quando le scelte si avvicinano, è anche il momento dell’anno in cui il sonno è più agitato: «Mi sveglio di notte e mi viene in mente il ritornello di una canzone che magari pensavo di escludere. E allora mi metto a rimuginare: fare il cast è difficilissimo».

Conti l’imperturbabile spiega la sua filosofia di vita: «Sono così di carattere, vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, ho trasformato il mio hobby in una passione, per questo non vivo mai il lavoro con angoscia». Per questo non ha tremato quando ha dovuto prendere il posto di Amadeus: «Non mi sono mai posto il problema degli ascolti. Penso a fare bene, ci sono mille variabili, fare due punti in più o in meno di share non mi cambia la vita». Ricorda il momento più bello dell’ultimo Festival: «Quando il pubblico dell’Ariston mi ha cantato: Carlo uno di noi. Significa che sei di famiglia, è il complimento più bello».