Genova, città di mare e di cantautori, di salmastro e di storie sussurrate tra i caruggi. Una città che ha cullato e "tormentato", per dirla con le sue parole, anche Martina Battaglia, in arte Mare. Classe 1999, la cantautrice ligure è un talento cristallino che sta emergendo con la forza di un'onda nel panorama musicale italiano. Radici piantate nella tradizione, ma lo sguardo proiettato verso l'orizzonte, verso le infinite possibilità del suono: Mare, prima di essere un'artista che incanta con le sue produzioni elettroniche e i testi che graffiano l'anima, è una genovese doc, cresciuta con De André e Tenco; numi tutelari di una scuola che ha fatto della parola e dell'emozione il suo marchio di fabbrica. Ma non chiamatela "cantautrice elettronica", etichette che stanno strette a chi, come lei, ha fatto della contaminazione la propria cifra stilistica.

Mare è un'ingegnera, laureata in Intelligenza Artificiale: una mente analitica che di giorno risolve equazioni, mentre la notte si immerge in un mare di suoni, costruendo paesaggi sonori che ipnotizzano e fanno ballare l'anima. Una doppia vita, come quella delle supereroine. Forse. Una necessità, più probabilmente, come confessa senza fronzoli: "Non conduco due vite per scelta, ma per necessità. Chi fa musica lontano dai circuiti mainstream sa bene quanto tempo, impegno e, spesso, fortuna siano richiesti per emergere, se mai accadrà. È una condizione comune a molti, ma che in Italia appare ancora più estrema: il sistema musicale fatica a riconoscere e sostenere davvero chi lavora senza compromessi artistici". Parole che fotografano una realtà dura, soprattutto per chi, come Mare, non è disposta a scendere a patti con le logiche del mercato.