A Milano gli ospedali pubblici e privati convenzionati con il sistema sanitario lombardo riducono le loro prestazioni, almeno a giudicare dal fatturato sanitario del primo trimestre del 2025, confrontato con quello del 2024. La differenza di valore nel comparto pubblico è pari al - 5,8% (a quota 132,7 milioni), mentre nel privato convenzionato è del - 7,5% (a quota 125,8 milioni). Risultati che, secondo l’Agenzia di tutela della Salute (Ats) Milano vanno ridimensionati o almeno rivalutati tra qualche mese, perché dallo scorso anno è cambiato il “nomenclatore”, cioè le tariffe con cui vengono riconosciute e pagate le attività ambulatoriali. Secondo i vertici dell’Ats alcune aziende peraltro non si sono ancora adeguate ai nuovi sistemi tariffari, pertanto il giudizio sull’andamento è “sospeso”.

Questa interpretazione non viene condivisa però da tutti i direttori generali delle strutture ospedaliere, e nemmeno da alcuni esperti della Regione Lombardia. Alcuni numeri infatti risultano gravemente “in rosso” rispetto al trimestre del 2024, quindi il problema non sembra attribuibile solo ad un diverso parametro nelle tariffe; inoltre alcuni ospedali, al contrario, pur in un quadro complessivamente negativo, registrano performance in controtendenza.