«Stiamo lavorando tantissimo per esplorare nuovi mercati e per rafforzare quelli in cui siamo già. In questa fase serve lavorare ancora di più per rafforzare il commercio internazionale del nostro Paese. Può essere il modo migliore per sostenere le nostre imprese». La Cina resta un partner importante: «Siamo usciti dalla via della Seta, ma i rapporti sono ottimi e li stiamo implementando». L’Italia però ha bisogno di guardare anche ad altri mercati: «all’India, che ha più abitanti della Cina, all’America Latina, la Turchia e all’Estremo Oriente, oltre che all’Indo-pacifico e al Sudafrica». Antonio Tajani, vicepresidente del consiglio e ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, traccia così le linee che il suo ministero sta seguendo per favorire l’internazionalizzazione delle imprese. In video-collegamento al Festival dell’Economia da Città del Messico dove è in corso una missione di diplomazia commerciale a sostegno del sistema imprenditoriale italiano e che coinvolge «800-900 imprese italiane e messicane», Tajani ha sostenuto che «lo Stato non deve fare l’imprenditore ma deve essere protagonista dell’accompagnamento e del sostegno alle imprese. Per questo - ha aggiunto - abbiamo voluto che il ministero fosse anche del commercio internazionale, un ministero con due teste, una politica e una economica, per far poter aiutare tutte le imprese italiane nel mondo, anche le più piccole».
Made in Italy, Tajani: «Dobbiamo guardare a nuovi mercati, dall’India all’America Latina e all’Indo-pacifico»
Antonio Tajani, vicepresidente del consiglio e ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, traccia le linee che il suo ministero sta seguendo per favorire l’internazionalizzazione delle imprese al Festival dell’Economia di Trento






