(di Lucia Magi) Tra i padiglioni ultramoderni del J.

Paul Getty Museum, sulle colline di Santa Monica, arriva un pezzo inedito di storia dell'arte italiana.

Dal 10 giugno al 14 settembre, il museo ospita 'Artemisia's Strong Women: Rescuing a Masterpiece', un'esposizione dedicata ad Artemisia Gentileschi per celebrare il termine di un complesso restauro di un'opera mai vista della pittrice barocca.

Si tratta del dipinto 'Ercole e Onfale', che rappresenta l'eroe della mitologia greca reso schiavo dalla regina di Lidia (Onfale, appunto), costretto a svolgere lavori femminili (qui appare con il fuso in mano) come punizione per aver ucciso il giovane Ifito. La tela è stata dilaniata dalla devastante esplosione dell'agosto 2020 al porto di Beirut, che causò oltre 200 morti e ingenti danni materiali, anche nello storico Palazzo Sursock, che conservava il dipinto. Subito dopo, un articolo dello storico dell'arte libanese Gregory Buchakjian lamentava le gravi perdite al patrimonio culturale della città, attribuendo a Gentileschi questo pezzo della collezione del palazzo.

L'opera versava in condizioni disperate, con fori e strappi causati da vetri, intonaco e altri detriti. È arrivata al Getty nel 2022: "In oltre 30 anni di carriera come restauratore di dipinti, questo è uno dei danni più gravi che abbia mai visto ed è stato uno dei progetti più impegnativi, ma anche più gratificanti, a cui abbia lavorato", afferma il conservatore capo del Getty, Ulrich Birkmaier, che ha collaborato con il collega romano Matteo Rossi Doria per rifoderare il retro della tela. Dopo aver rimosso i detriti dell'esplosione, Birkmaier ha eliminato la vernice e i vecchi restauri, restituendo al dipinto la sua tavolozza di colori originale, e ha proseguito con la ricostruzione delle parti di pittura perdute. "È stato un po' come assemblare un enorme puzzle: poco a poco il dipinto è tornato alla vita", commenta.