“Ma quando nasce Libero? Sono stanca di essere l’ultima!”. La piccola Anita, 10 anni, la più giovane – anzi la ex più giovane – di Montemitro, paesino molisano di appena 200 anime, lo andava chiedendo in giro dall’inizio di maggio. E finalmente il 13 maggio le campane della parrocchia hanno suonato a festa, dando l’annuncio che tutta la comunità attendeva: chi facendo all’uncinetto il corredino, chi costruendo culle, chi provvedendo a preparare biscotti e prelibatezze per la mamma.
E così nel piccolo borgo a 15 minuti da Termoli, sconosciuto ai più, dove la lingua corrente è il croato antico e l’italiano si impara a scuola, è nato Libero Luigino. Abbiamo intervistato la mamma Emanuela Pasciullo, 40 anni compiuti il giorno della nascita del figlio, che ci ha raccontato di aver lasciato la sua vita agiata per vivere nel nulla in una pace fiabesca.
Emanuela, ha scelto di mollare la sua vita comoda e di trasferirsi a Montemitro, perché?
«Una breve premessa credo sia necessaria. Mio papà (il calciatore Luigino Pasciullo, ndr) è originario di questo paese, mia mamma invece è siciliana ed è lì che i miei genitori si sono incontrati. Mio padre però portava me, mio fratello e mia mamma sempre qui ogni volta che poteva, in estate, per le feste di Natale. E qui io sono cresciuta un po’ selvaggia. Il paese è piccolino ma è un paradiso per i bambini che possono correre e giocare in giro e sai che sono al sicuro. A 15 anni ho conosciuto il mio attuale marito, lui ne aveva 20, siamo stati migliori amici fino ai miei 19 anni e poi sono sparita. Prima mi sono trasferita a Campobasso per finire il liceo, come avevo promesso a mio nonno paterno e poi mi sono trasferita al nord in Lombardia per seguire mio papà diventato un famoso giocatore».







