“A volte mi capita di correre e di non accorgermi di tutto quello che mi circonda. Il bene, le persone e l’amore che trasmette la musica”. Questa volta, però, all’Unipol Forum sold out, Irama si è preso tutto il tempo. Per fermarsi, emozionarsi, cantare insieme ai fan durante quasi due ore di live. Zero ospiti. Sul palco, con lo sfondo di un grande ledwall rettangolare, solo lui, la band e tre coriste. E poi le canzoni. “Avevo bisogno di staccare, concentrarmi sulla musica. Non ho più bisogno di inseguire qualcosa. Ho iniziato ad appuntare parole, pensieri, simboli, presto tutto avrà un senso. Ora ci sono”, aveva scritto pochi giorni fa su Instagram. Promessa mantenuta.
Filippo Maria Fanti (vero nome dell’artista), arrivato all’appuntamento vocalmente in forma, ha mostrato tutti i colori della sua discografia, le sue doti da performer e la capacità di cambiare pelle. Con “Ovunque Sarai”, “Tu No” (entrambe cantate su una pedana sopraelevata) e “Dedicato a Te”, tra le altre, è venuto fuori il suo lato più intimo, con “Yo Quiero Amarte” ed “È la Luna”, in versione acustica su uno sgabello posizionato subito davanti le transenne del parterre, l’amore per le sonorità latine. Ma il pubblico si è anche scatenato sulle note di “Mediterranea”, “Nera” e “Arrogante” (sul palco anche due ballerine con in mano dei ‘cerchi di fuoco’).







