Un fine settimana senza notifiche, lontani da Instagram e TikTok, immersi nella natura come veri scout. È questa l’idea con cui l’Istituto tecnico economico e tecnologico “Rapisardi” di Caltanissetta ha vinto il Premio Concretezza, consegnato ieri mattina a Brescia durante la cerimonia finale del concorso nazionale “A scuola di inclusione”, promosso dall’Università Bocconi con Intesa Sanpaolo, Dynamo Camp e la media partnership di Repubblica. Otto compagni della quarta D — 17 anni di media, iscritti agli indirizzi informatico e costruzioni, ambiente e territorio — hanno battuto la concorrenza di centinaia di studenti provenienti da tutta Italia, con un’intuizione: disconnettersi dai social per riconnettersi con se stessi. «Scrolliamo per noia, ma finché non lo metti nero su bianco non ti rendi conto di quanto tempo butti — racconta Valeria Romano, 18 anni — A volte mi sento insicura: quei video patinati ti fanno pensare che la tua vita non sia abbastanza. Ma non è così. Serve più consapevolezza».

Il progetto, dal titolo “L’impatto dei social media sulla salute mentale”, nasce da una domanda semplice: i social ci connettono davvero o ci isolano? Da lì, due fasi: prima una riflessione personale, con questionari, incontri con psicologi e informatici, piani individuali di gestione del tempo online. Poi, il secondo step: un weekend detox nella natura, nato dall’idea di uno degli studenti scout. Si parte il venerdì pomeriggio, si consegnano i telefoni e ci si immerge tra falò, giochi, camminate e chiacchiere dal vivo.