La nostra tradizione innovativa, è il titolo che riassume l’identità e i progetti definiti dall’assemblea annuale di Museimpresa, riunita martedì scorso a Milano per il rinnovo degli organismi dirigenti e il programma del triennio ’25-’27. Potrebbe suonare come un ossimoro. In realtà, conferma gli orientamenti sviluppati negli ultimi anni dall’Associazione (nata nel 2001 per iniziativa di Assolombarda e Confindustria), insistendo sulla relazione stretta tra coscienza storica e innovazione, tra memoria e futuro, come caratteristiche originali della cultura d’impresa italiana e come vero e proprio “asset di competitività” delle nostre aziende sui mercati internazionali. Una “cultura politecnica”, capace di sintesi originali tra saperi umanistici e conoscenze scientifiche e dunque stimolante per dare nuovo corso alla tradizione e al rilancio del “bello e ben fatto”.

Nell’attuale contesto competitivo, diventato molto più incerto e selettivo (le tensioni geopolitiche e le guerre commerciali stanno scompaginando le tradizionali catene del valore) emergono in primo piano i valori dell’identità, della qualità dei prodotti e dei processi produttivi, dei segni forti della sostenibilità ambientale e sociale connaturati al Made in Italy. E i 160 soci e sostenitori istituzionali di Museimpresa, nei loro archivi storici e nei musei aziendali, di questi valori offrono esemplari testimonianze. Componenti essenziali di un “capitale sociale” positivo per rilanciare la produttività e la competitività del Sistema Italia e per contribuire alla definizione e alla costruzione di una migliore politica industriale di respiro europeo.