(di Paola Del Vecchio) "Il meglio del mio lavoro è restare in casa a scrivere.

Non ho altro nella vita che la scrittura, che mi energizza, mi dà una forza tremenda, perché mentre scrivo sto vivendo con i miei personaggi.

Sono ognuno di loro, cresco con loro, è un processo molto organico". A Madrid in occasione dell'uscita in Spagna e nei Paesi latinoamericani del suo ultimo romanzo 'Il mio nome è Emila del Valle', Isabel Allende ha offerto uno spaccato intimo del suo legame viscerale con la narrativa e con il realismo magico e delle sue inquietudini politiche. Esibendo una scintillante vitalità personale e letteraria, la scrittrice cilena, a 82 anni, icona della letteratura mondiale, ha assicurato che intende continuare a vivere negli Stati Uniti, dove risiede da oltre trent'anni, con i suoi affetti più cari "mio figlio, mia nuora, i miei tre cani, il mio amore, in questo ordine". Ma avverte che "se la situazione dovesse diventare del colore delle formiche, e sembra che lo diventerà, andrò via, perché non voglio vivere in una dittatura", ha detto con la determinazione di chi ha già conosciuto l'esilio. "Per questo me ne andai dal Cile, non vorrei rivivere quell'esperienza. Ma non posso vivere con la paura, in silenzio, nascondendomi". "Anche alla mia età ho la forza per andarmene e ricominciare", ha aggiunto.