Si è aperta ieri a Vienna la 34esima sessione della Commissione sulla Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale delle Nazioni Unite (Commission on Crime Prevention and Criminal Justice, CCPCJ), che nel corso della settimana vedrà gli Stati membri confrontarsi ed approvare diverse risoluzioni su aspetti critici in materia di prevenzione del crimine e giustizia penale a livello globale: Fra questi, il traffico di migranti, il contrabbando di beni commerciali, i reati ambientali, la prevenzione della criminalità e gli standard minimi di giustizia penale.

Nel suo intervento, l'Ambasciatrice Debora Lepre - Rappresentante Permanente d'Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna - ha ricordato la visione lungimirante dei giudici Falcone e Borsellino, che dinanzi al crescente carattere transnazionale delle mafie indicarono la necessità di riposte globali.

Una visione quanto mai attuale, considerando che le organizzazioni criminali non sono colpite dalle crisi finanziarie o dalle tensioni geopolitiche; al contrario, sono oggi più ricche e potenti che mai: le stime più recenti indicano che la criminalità organizzata è in grado di generare 5.800 miliardi di dollari all'anno, circa il 5% del Pil globale, una cifra più che raddoppiata rispetto al 2010.