Appena castrato, ancora intontito dai farmaci, chiuso in una gabbia e circondato da infermieri. George, un gatto arancione e bianco della Florida, si trovava nel peggior posto possibile: una clinica veterinaria. Poi qualcosa è scattato: George, ancora intontito, ha aperto la gabbia, è riuscito ad uscire fuori nel giardino per poi scavalcare una recinzione alta due metri e darsi alla fuga. Non aveva neanche la piena coordinazione muscolare. Ma aveva un piano: tornare a casa il prima possibile.

La fuga impossibile

“È riuscito a forzare la gabbia. Aveva ancora l’anestesia addosso. E in due secondi, puff. Sparito” racconta Bob Beasock, il suo umano, ancora incredulo di esserselo visto tornare a casa da solo dopo due giorni di ricerche. Sì, perché il gatto è riuscito a percorrere i cinque chilometri che lo separavano dalla sua famiglia ed è rientrato in casa come se nulla fosse mentre lo staff del Spca Florida stava setacciando i dintorni della clinica per trovarlo.

Missione compiuta

George era riuscito a far perdere le sue tracce, tanto che la sua famiglia già si aspettava il peggio. E invece ha sorpreso tutti con il suo ingresso trionfale. È passato accanto a due laghi. Ha attraversato quartieri residenziali, strade trafficate, cortili con cani. Cinque chilometri di ostacoli, da solo. E ce l’ha fatta. “Se fosse toccato a me, avrei chiamato un Uber – ha detto Beasock – . George non poteva. Lui ha usato il cervello. E il cuore”.