Quando è arrivata al Sunshine Dog Rescue, a Phoenix, il cane Georgia era già in travaglio. L’avevano trovata poco prima, sola, in una stazione di servizio. Stremata, senza cure, con il corpo già provato da una gravidanza difficile. I suoi cuccioli sono nati troppo presto. Troppo fragili per resistere. Nessuno ce l’ha fatta.

Un vuoto che si vedeva negli occhi

Nei giorni successivi, nel rifugio, Georgia non era più la stessa. Si muoveva inquieta, cercava, annusava, come se qualcosa dovesse ancora tornare. Non sapeva cosa fosse successo, ma sentiva che mancava qualcosa. E lo cercava. Questa è una reazione tutt’altro che rara: durante la gravidanza e dopo il parto, nelle cagne si attiva un forte legame ormonale. L’ossitocina e la prolattina alimentano l’istinto materno, il bisogno di accudire, proteggere, restare accanto ai piccoli. Quando questo legame si interrompe all’improvviso, possono comparire segni evidenti di disagio: apatia, ansia, irrequietezza. Esattamente quello che stava vivendo Georgia.

Nemmeno un peluche bastava

I volontari hanno provato ad aiutarla. Le hanno dato un peluche con un battito cardiaco artificiale, uno di quelli usati per calmare i cuccioli. Funziona spesso. Quella volta no. Il vuoto era ancora lì. Poi l’intuizione. A un certo punto, al rifugio, qualcuno ha fatto un passo diverso: c’erano dei gattini orfani che avevano bisogno di cure. E se li avessero messi insieme? Non era una certezza. Era un tentativo. Ma è bastato l’incontro.