ROMA – Un attimo di distrazione, una frenata lunga e voilà, l’incidente è servito. Magari sotto la pioggia e senza che uno dei due malcapitati attori del sinistro stradale abbia una penna. Il tempo del Cid stilato dopo un tamponamento, un rito eseguito ogni anno da un milione mezzo di persone almeno sulla “carta” sembra però essere giunto al tramonto.
Perché da una settimana circa è entrato in gioco il Cai ovvero la Constatazione amichevole di incidente digitale. L’idea alla base di questa piccola rivoluzione per gli automobilisti è di lasciarsi alle spalle quegli oltre 3 milioni di pezzi di carta all’anno, scarabocchiati e spesso confusi, con dinamiche di incidenti incomprensibili e dare spazio anche qui alla digitalizzazione.
Come funziona
Il classico modulo Cid, è bene chiarirlo, non andrà in pensione: la versione elettronica della constatazione amichevole sarà comunque affiancata dal classico modulo giallo-blu cartaceo. In sostanza si potrà scegliere quale strada percorrere. In ogni caso, si tratta pur sempre di un passo in avanti per risparmiare. Quanto meno del tempo.
Ecco come funziona: per prima cosa va scaricata la app sullo smartphone – se la propria compagnia l’ha già messa a disposizione o in attesa dell’obbligo previsto nel 2026 – e dopo l’accesso con Cie-Carta di identità elettronica o Spid per il riconoscimento con valore legale dell’automobilista, tutto è pronto. Avranno il via libera all’utilizzo del Cai solo i sinistri che coinvolgeranno al massimo due auto senza feriti gravi.






