La Guardia di Finanza alza il tiro sui prezzi dei carburanti e mette nel mirino soprattutto chi non si allinea alle nuove regole sul riallineamento delle accise tra gasolio e benzina. Il 15 maggio scorso, infatti, è entrato in vigore il decreto interministeriale che ha disposto il riallineamento delle accise tra benzina e gasolio – con una riduzione di 1,50 centesimi al litro per la benzina e un contestuale aumento dello stesso importo per il gasolio, ma non tutti sembrano essersi adeguati alle nuove disposizioni introdotte dal governo. Per stanare i nuovi furbetti che aumentano il gasolio senza diminuire la benzina, la Guardia di Finanza ha lanciato un dispositivo di controllo su scala nazionale per contrastare le condotte illecite che alterano la formazione dei prezzi e danneggiano i consumatori e la concorrenza leale. Come spiegano dal Comando generale il rafforzamento dei controlli e l’adozione di strumenti digitali per la tracciabilità dei carburanti rappresentano una risposta concreta a un fenomeno complesso e radicato. «La stretta della Guardia di Finanza sul riallineamento delle accise è un segnale chiaro: il mercato dei carburanti deve essere trasparente, competitivo e rispettoso delle regole, per tutelare consumatori, imprese e finanze pubbliche» sottolinenano le Fiamme Gialle.
Prezzi carburanti, ecco il piano Gdf anti speculazione sul riallineamento delle accise
In campo i Reparti speciali delle Fiamme Gialle per verificare chi gioca sporco sui prezzi di gasolio e benzina a danno di consumatori e concorrenza leale







