La notizia che la Russia sta aumentando le sue truppe al confine con la Finlandia conferma che per Vladimir Putin l’Ucraina è solo «una parte» del problema. La sua intenzione di lungo periodo è ricostituire la sfera d’influenza dell’Unione sovietica. All’apice della potenza dell’Urss la Finlandia era un paese neutrale, uno Stato-cuscinetto che Mosca poteva considerare come innocuo. Solo di recente, per effetto della guerra in Ucraina, la Finlandia è uscita dalla sua neutralità ed è entrata nella Nato: una sconfitta strategica per Putin, che evidentemente non si rassegna. Lui può inserire l’ingresso della Finlandia (e della Svezia) nella Nato nella sua narrazione sul presunto «accerchiamento» della Russia. È una storia familiare, troppo familiare. La Russia da sempre ha oscillato fra la vulnerabilità reale da una parte, la paranoia che ha ingigantito quella vulnerabilità, e infine le aggressioni “giustificate” con quella paranoia o complesso di persecuzioni.
Putin aumenta le truppe al confine con la Finlandia. E insegue i peggiori fantasmi della storia russa
La Russia sta aumentando le sue postazioni militari al confine con la Finlandia: una notizia che conferma come, per Putin, l'Ucraina non sia che «una parte» del problema








