La Puglia vola alto e prova a porsi come punto di riferimento internazionale per l’aerospazio. Le premesse ci sono già tutte e il sogno comincia a prendere forma. Gli occhi sono puntati su Grottaglie e sulle altre tre sedi del distretto aerospaziale (Brindisi cittadella, lo stabilimento Ge-Avio aero e il Politecnico di Bari) che ormai disegnano il quadrilatero della space economy pugliese. Ma le ambizioni sono tante anche nel settore hi-tech, che ha superato la fase dell’adolescenza e ora - in particolare a Bari, dove è stata decisiva l’attività di semina culturale e attrazione di investimenti da parte di Eugenio Di Sciascio, prima nelle vesti di rettore del Politecnico e poi come vicesindaco della città - compete da adulto con altre aree d’Italia.I riflettori però sono puntati soprattutto sull’aerospazio. Una realtà composta da più di cento organizzazioni pubbliche e private, con oltre ottomila addetti, di cui più di 400 ricercatori, e un fatturato superiore a un miliardo e mezzo di euro.
Alfabeto del futuro, in vetrina l’innovazione pugliese dall’IA all’aerospazio: prenotatevi online
di Cenzio Di Zanni
16 Maggio 2025
Lo strumento operativo che agisce per creare opportunità per questo sistema è la società consortile conosciuta con la sigla “Dta”, che sta appunto per distretto tecnologico aerospaziale, costituita da 25 soci tra i quali Leonardo, che detiene il 19,5 per cento delle quote. Ci lavorano 40 addetti con contratto a tempo indeterminato oltre a una rete diffusa di collaboratori. Presidente e direttore è Giuseppe Acierno, che ha appena portato a Expo 2025, a Osaka, i prodotti delle aziende pugliesi del settore. «In Giappone, abbiamo supportato e organizzato, in accordo con la Regione - spiega Acierno - un evento con ospiti americani e giapponesi per favorire l’ingresso dello spazioporto pugliese nella rete globale di queste infrastrutture e avviare collaborazioni funzionali a sviluppare know con soggetti che già li gestiscono». Quello pugliese è a Grottaglie ed è il primo in Italia.








