«Il personale della centrale è del tutto insufficiente, il livello dell’acqua per il raffreddamento è sotto ai minimi. E naturalmente da tempo non viene fatta alcuna manutenzione. Quella di Energodar è una centrale enorme, richiede costanti riparazioni, pezzi sostitutivi non facilmente reperibili. Per non parlare dei rischi».

Quando parla della grande centrale di Zaporizhzhia, Dmytro Orlov, il sindaco di Energodar sotto occupazione russa dal marzo 2022, usa un tono quasi affettivo, come se parlasse di un organismo vivente.