Taipei. «Taiwan ha bisogno di una terza via». In un momento cruciale per la politica dell'isola, il Taiwan People’s Party (TPP) prova a rilanciare la sua azione e la sua immagine di forza alternativa ai due partiti tradizionali, il Democratic Progressive Party (DPP) del presidente Lai Ching-te (la cui amministrazione ha compiuto il primo anniversario il 20 maggio) e il Kuomintang (KMT). Fondato dall’ex sindaco di Taipei Ko Wen-je, il TPP si descrive come un partito pragmatico e critico nei confronti della crescente polarizzazione tra le due forze tradizionali. Ma deve anche far fronte al caso giudiziario che vede Ko attualmente in carcere accusato di corruzione, mentre la campagna per la rimozione di un nutrito numero di deputati dell'opposizione potrebbe cambiare gli equilibri allo Yuan legislativo, il parlamento unicamerale dove TPP e KMT hanno insieme la maggioranza.
«Penso che sia davvero arrivato il momento di allontanarsi dalla polarizzazione della politica taiwanese», dice Chou Yu-hsiu (Vincent), segretario generale del TPP, che la Stampa ha incontrato nel quartier generale del partito per una lunga conversazione sugli snodi interni e sulle relazioni con Pechino.
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