Negli ultimi anni, i monopattini elettrici (e-scooter) hanno invaso le strade europee, diventando un mezzo di micromobilità sempre più utilizzato, soprattutto nei contesti urbani. Il loro successo, però, ha posto sfide significative ai legislatori, chiamati a bilanciare sicurezza, sostenibilità e innovazione. Le normative variano sensibilmente da Paese a Paese, con approcci più permissivi in alcuni Stati e regolamentazioni severe in altri, spesso modellate da fattori culturali, infrastrutturali o da episodi di cronaca.

Nel 2025, il panorama europeo è ancora frammentato, ma si intravedono tendenze comuni: limiti di velocità, età minima per la guida, obblighi assicurativi e restrizioni sulla circolazione nei marciapiedi o in aree pedonali. Alcuni Paesi iniziano anche a regolamentare in modo più stringente i servizi di sharing, con tetti al numero di veicoli e gare pubbliche per l’assegnazione delle licenze.

Il caso italiano: la stretta del 2025

In Italia, il 2025 segna un giro di vite importante sull’uso dei monopattini elettrici. Le modifiche al Codice della Strada, approvate nel 2024, sono entrate in vigore quest’anno e introducono regole molto più severe per garantire sicurezza e decoro urbano. I monopattini possono circolare solo su strade urbane con limite di velocità pari o inferiore a 50 km/h e devono obbligatoriamente essere dotati di frecce e freni su entrambe le ruote.