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Lunedì il Regno Unito e l’Unione Europea hanno fatto un primo accordo per migliorare le loro relazioni e approfondire la collaborazione in vari campi, in cambio di alcune concessioni reciproche. È molto significativo perché è il primo da quando, ormai cinque anni fa, il paese uscì formalmente dall’Unione. È stato raggiunto a Londra durante il primo bilaterale da Brexit. I due aspetti su cui ci sono stati i principali progressi sono stati la pesca e la cooperazione militare.
Da mesi, in previsione dell’incontro, il governo britannico dei Laburisti ne parlava promettendo «un reset» dei rapporti col blocco. Entrambi l’hanno presentato con grande enfasi: «storico» secondo il Regno Unito e «un nuovo capitolo», per l’Unione. L’accordo inoltre pone le basi per negoziati futuri sugli aspetti che non ha incluso, e in generale per un dialogo più strutturato e continuo: ci saranno bilaterali con cadenza annuale.
Uno dei principali temi era molto pratico: la pesca. È stata centrale tanto nel dibattito politico di questi anni nel Regno Unito quanto nelle pressioni dei paesi europei, su tutti la Francia e quelli dell’Europa settentrionale. Il Regno Unito permetterà ai pescherecci europei di pescare nelle sue acque per altri 12 anni, in cambio di un accordo sugli standard veterinari che faciliterà le esportazioni alimentari nel mercato unico europeo (senza una scadenza), riducendo i controlli.













