BOLZANO Il gesto è istintivo. Chiaro, inequivocabile. Katharina Zeller, enfant prodige della Südtiroler Volkspartei, appena eletta sindaca di Merano, al momento del passaggio di consegne prima accetta a fatica che il suo predecessore Dario Dal Medico le porga la fascia tricolore perché la indossi e poi, dopo pochi secondi, se la sfila infastidita. La scena è documentata dalle telecamere. Si sente distintamente Zeller chiedere al primo cittadino uscente che le porge la fascia: «Sei sicuro che proprio devo?». La mette e poi la toglie subito, dicendo «Mettiamola via, dai». Segue un balletto su un tentativo di scambio tra le chiavi della città e la fascia tricolore, ma nel frattempo è sceso il gelo. Ed esplode il caso politico: comunicati di condanna, prese di posizione durissime. Perché quel gesto tocca un nervo scoperto in una provincia che ha una storia ben precisa e che, proprio dopo la vittoria di Zeller di domenica, vede ridotti solo a 2 i sindaci italiani su 116 Comuni (Claudio Corrarati a Bolzano e Giorgia Mongillo a Bronzolo). Anche se mai a Merano, che pure ha avuto diversi sindaci di marca tedesca, si era verificato un caso del genere.