Il Consiglio dei ministri impugna la legge trentina sul terzo mandato con il voto contrario della Lega. Si apre un nuovo strappo nella maggioranza proprio mentre a Venezia è in corso il festival delle regioni con l'intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l'attesa dell'arrivo della premier Giorgia Meloni, che alla fine, però, dà forfait: una forte influenza la "costringe al riposo", fanno sapere dal suo staff. Cancellati tutti gli impegni. Dunque, niente confronto col governatore del Friuli Venezia Giulia (rinviato a giovedì a Roma).

E niente occasione per iniziare a immaginare il futuro del Veneto dopo Zaia, come era nelle suggestioni di tanti. Il governatore veneto la aspettava per parlarle (anche) di Venezia, e mostrarle le potenzialità di una città che non può essere "solo un lunapark". Fedriga invece avrebbe voluto affrontare con lei la crisi politica che si è aperta a Trieste prima di decidere come uscirne. Ma in realtà, appena si tocca la materia elettorale, nella maggioranza i partiti tornano a guardarsi con sospetto.

Nel giorno in cui incassa il via libera alla delega sui Lep, che in prospettiva dovrebbe sbloccare il cammino dell'Autonomia differenziata, la Lega, soprattutto la base, mastica amaro per il nuovo stop imposto dagli alleati al terzo mandato, questa volta per la provincia autonoma di Trento. Maurizio Fugatti, presidente leghista al secondo mandato, la prende malissimo ("è un atto istituzionale molto pesante, con una chiara valenza politica").