Quattro giorni per confrontarsi sulle nuove ricerche, le sfide e i progressi fatti in tema di Parkinson e parkinsonismi. Tricase (Lecce) da oggi, lunedì 19 maggio, diventa polo di conoscenza e studio internazionale sulle malattie neurodegenerative grazie al workshop “Cognitive and Behavior Changes in Parkinson's Disease and Parkinsonism: Advances and Challenges”. Un evento, organizzato dal Centro per le malattie neurodegenerative e per l’invecchiamento cerebrale dell’Università di Bari, assieme alla Fondazione Cardinale Panico di Tricase, la Mayo Clinic di Rochester-Minnesota e al King’s College di Londra, che nasce da un’esigenza ben precisa: approfondire le cause dell’aumento esponenziale di queste malattie.

È per questo che esperti provenienti da diverse parti del mondo si confronteranno per cercare di dare delle risposte. Oltre a focalizzarsi sui disturbi comportamentali e cognitivi del Parkinson e dei parkinsonismi, grande attenzione sarà dedicata ai due fattori che influenzano l’incremento delle malattie, “la crescita della popolazione generale e il progressivo aumento dell’aspettativa di vita”.

“Dopo aver preso in considerazione questi due fattori demografici - spiega Giancarlo Logroscino, ordinario di Neurologia all’Università di Bari e direttore del Centro per le malattie neurodegenerative dell’ospedale Panico - l’Alzheimer, la malattia neurodegenerativa più diffusa al mondo, è cresciuta meno del 2 per cento negli ultimi trent'anni. Al contrario, i casi di Parkinson e parkinsonismi sono aumentati di circa il 25%”. Secondo lo studioso, infatti, l’aumento sarebbe collegabile a fattori ambientali “quali le neurotossine da siti industriali o gli inappropriati stili di vita. Diventa, pertanto, fondamentale il controllo e la regolamentazione più appropriata dei cicli di produzione industriale. A testimonianza di questo i dati attuali, a livello mondiale, registrano che il Paese con un maggiore incremento di malattia di Parkinson e dei parkinsonismi è la Cina, dove il controllo ambientale è stato per lungo tempo sacrificato all’aumento della produzione”.