Fino a pochi anni fa, parlare di tennis in Italia significava evocare glorie del passato e speranze incerte. Oggi, invece, il volto del movimento appare solido, definito, vincente. Ha i capelli rossi e la freddezza altoatesina di Jannik Sinner, un numero 1 del mondo che non ama le luci della ribalta quanto i match point; e il sorriso dolce e determinato di Jasmine Paolini, che ha fatto del sacrificio e della costanza il proprio trampolino verso l’élite mondiale. Ma al di là della racchetta, i due fenomeni rappresentano anche un caso economico dirompente. Perché oggi, nel tennis italiano, i milioni non si contano solo in spettatori: si contano in premi, in sponsor e in valore di mercato.