Chi la traduce in incuria e chi la derubrica in strategia green: la pratica dello sfalcio ridotto divide i cittadini. Il Comune dallo scorso anno ha deciso di lasciare crescere l’erba in alcune zolle di terra urbane con l’intento di salvaguardare la biodiversità. Una scelta che l’amministrazione non solo ha confermato anche per quest’anno ma, alla luce dei risultati, ha raddoppiato anche le aree interessate dalla pratica.
Il team dell’università Bicocca ha rilevato un aumento della biodiversità di insetti nelle zone a sfalcio ridotto con picchi del 30 per cento rispetto a quelle in cui è stata tagliata con più frequenza. Nelle aree con maggiore ricchezza di fiori e specie, si arriva fino al 60 per cento. Alla luce dei dati Palazzo Marino ha deciso di raddoppiare, rispetto allo scorso anno, le zone dove l’erba sarà più alta, passando da 54 a 111 aree distribuite nei Municipi per circa 1,8 milioni di metri quadrati sui 19 di verde urbano gestiti direttamente dal Comune. «Le aree — spiega Palazzo Marino in una nota — sono state individuate secondo diversi criteri, in modo da non incidere sugli usi pubblici o sulla fruizione per il gioco, il relax, lo sport, riducendo anche l’effetto isole di calore». Dunque, l’erba continuerà ad essere tagliata nelle aree giochi e negli spazi destinati ai cani. La pratica dello sfalcio ridotto interessa, secondo quanto spiega l’amminstrazione comunale, per lo più le carreggiate stradali ad alto traffico o alcuni punti «nei parchi estensivi e attrezzati». Ad esempio, l’anno scorso nei Giardini Montanelli l’erba alta è stata mantenuta intorno a un platano.






