L’insediamento (o il funerale) di un Papa è anche un evento «politico»: nel senso che nell’incrocio di tanti potenti del mondo nascono incontri, o scontri, che possono avere ripercussioni a breve o a lungo termine. Non ci saranno il presidente francese Macron, né il premier britannico Starmer, dati per certi nei giorni scorsi. Ma la presenza del presidente ucraino Zelensky, che ha sciolto la riserva nelle ultime ore, e quella del vicepresidente Usa, il cattolico JD Vance a Roma con la moglie Usha, aprono un ventaglio di possibilità. La prima è quella di un «minivertice» fra i due, dopo il colloquio del presidente ucraino con Trump, stavolta assente, ai funerali di Francesco.