Due giovani bolognesi sono saliti sul podio dell’Italian Podcast Award, domenica scorsa a Piacenza, aggiudicandosi il secondo posto per le categorie “miglior documentario” e “migliore sceneggiatura originale” con il podcast “Digital Requiem”. Loro si chiamano Francesco Perlini e Nicola Vasini, non hanno nemmeno trent’anni ma da tempo costruiscono contenuti digitali cercando di capire questo mondo così influenzato dalle nuove tecnologie.
In particolare in “Digital Requiem”, quattro puntate dure e spiazzanti pubblicate dal Post e dalle principali piattaforme, si sono posti due domande molto precise e attuali: cosa succede ai pezzi della nostra vita che affidiamo ai dispositivi elettronici – il telefono, i profili social – quando noi non ci siamo più? A chi appartengono i dati sensibili e privati chiusi in un chip o affidati alla rete, una volta che una persona muore?
Se lo sono chiesti partendo da una storia vera. Leonardo Fabbretti che nel 2015 perde il figlio Dama appena tredicenne e cerca di recuperare foto, scritti e pensieri che il giovane ha consegnato al suo iPhone. Un mondo blindato da password e sistemi di sicurezza che l’uomo non riesce a scavalcare, nonostante chieda aiuto a esperti informatici e scriva direttamente a Tim Cook, amministratore delegato di Apple, sperando che l’azienda americana, conoscendo la sua storia, lo possa aiutare.






