«Continueremo a contrastare l’immigrazione irregolare e i processi di islamizzazione dell’Italia e dell’Europa, senza dimenticare l’importanza di essere un punto di riferimento per le imprese e i cittadini, promuovendo la semplificazione burocratica e la riduzione delle tasse».

Silvia Sardone sintetizza così gli obiettivi che si pone come (neo) vice segretario della Lega.

Si aspettava la nomina a vicesegretario? Quali saranno le sue priorità in questa veste inedita?

«No, non me l’aspettavo ma ovviamente rappresenta una enorme soddisfazione ma anche una grande responsabilità. Ho ricevuto moltissimi messaggi di stima. La mia priorità sarà affrontare le sfide quotidiane che la Lega deve affrontare portando grinta e costanza. Ritengo fondamentale, oggi più che mai, sostenere Matteo Salvini e rafforzare l’identità della Lega in diversi ambiti: un movimento vicino ai territori, impegnato sulla sicurezza, nella lotta al degrado, nel rilancio delle periferie e nel sostegno alle forze dell'ordine».

Volendo fare un paragone calcistico, lei, fino ad oggi, ha svolto il ruolo di centravanti di sfondamento. Ora è chiamata a trasformarsi in un allenatore. È pronta per questa mutazione?