Ottantacinque presenze in Nazionale, lunghi trascorsi con Fiorentina, Milan e Atlético Madrid, rapide parentesi anche negli Stati Uniti (tra le fila di Pali Blues e Tacoma 253). In bacheca, tra gli altri trofei, uno scudetto, due Coppe Italia, una Supercoppa italiana e una Supercoppa spagnola. Già calciatrice dell’anno Aic nel 2017 e nel 2018, nel giorno del suo ritiro Alia Guagni non aveva certo bisogno di altro per poter dirsi certa di aver lasciato un segno indelebile nel calcio femminile italiano. Eppure domenica la classe 1987 in forza al Como Women, ambiziosa compagine di Serie A controllata dal fondo d’investimento statunitense Mercury/13, in occasione della sua partita d’addio – in casa contro il Napoli, ultimo turno di campionato – ha accettato di farsi testimone di un’iniziativa volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’incertezza che molte, troppe atlete affrontano una volta conclusa la propria carriera sportiva.
Alia Guagni si ritira dal calcio con il cv sulla maglia: «Prepararsi al futuro mentre si gioca non è semplice»
Scopo dell'iniziativa del Como Women, sensibilizzare sull'incertezza che molte, troppe atlete affrontano una volta conclusa la carriera






