Nuova collaborazione per il Centro di Produzione della Danza Körper: sabato 17 e domenica 18 maggio lo spazio di via Vannella Gaetani ospiterà due serate, che si concluderanno con l’incontro con il pubblico Nciuc’ con Gabriella Stazio di Movimento Danza, all’insegna dei giovani talenti e della sperimentazione, realizzate nell’ambito del format KörpermeetsIncubatori in sinergia con C.I.M.D. - Centro Internazionale di Movimento e Danza, fondato dalla formatrice e coreografa milanese Franca Ferrari per fornire strumenti utili agli artisti che approcciano al mondo della coreografia. A salire sul palco di SpazioKörper alcuni dei progetti selezionati dal Centro Internazionale, per dare continuità al loro percorso.
Sabato 17, a partire dalle 19, si susseguiranno le creazioni “Traces from the Edge”, “Vanessa” e “Baia”, della durata di circa 20 minuti ciascuna.
“Traces from the Edge”, di e con Beatrice Capanni, è una riflessione performativa sul rapporto tra assenza e presenza. In uno spazio sospeso e indefinito, un corpo in movimento
si abbandona alla contemplazione di istanti, intrecciando gesti e traiettorie con l’ambiente circostante. Dal gioco sottile di dissolvenze e trasformazioni che ne scaturisce, si apre la strada ad un’indagine sui confini tra interno ed esterno, tra visibile e invisibile. Partendo da una riflessione sui non luoghi - quegli spazi anonimi e transitori definiti dall’antropologo francese Marc Augè - il lavoro nasce dalla volontà di esplorare il rapporto tra assenza e presenza, sviluppandosi attraverso una serie di pratiche corporee mirate ad indagare i molteplici aspetti del distacco dalla realtà circostante. Lo spazio scenico si articola attraverso una serie di traiettorie luminose che evocano frammenti di ambienti asettici e indefiniti, mentre il suono introduce un senso di instabilità e tensione che amplifica il dialogo con l’ambiente circostante. Al centro del progetto vi è il corpo, che diventa veicolo di indagine e trasformazione, una materia porosa attraversata da stimoli esterni e interni. “Traces from the Edge” si propone come un’esperienza che, partendo da una riflessione critica sugli spazi contemporanei, invita ad esplorare nuove modalità di percezione e relazione con il presente per riscoprire ciò che spesso rimane inosservato: le dimensioni intime, fragili e inaspettate che abitano ogni istante.






