Donald Trump comprensivo ma non troppo.

Sempre più frustrato dalla mancanza di una svolta nei colloqui per mettere fine alla guerra in Ucraina il presidente americano chiude la sua missione in Medio Oriente dicendo di capire perché Vladimir Putin non sia andato a Istanbul ma allo stesso tempo avvertendo lo zar che se non sarà trovata una soluzione al più presto potrebbero esserci ripercussioni per la Russia.

"Io me ne torno a casa", ha dichiarato The Donald ai giornalisti al seguito confessando di essere ansioso di "vedere il suo bellissimo nipote", il figlio di Tiffany che ha partorito due giorni fa. Ma, più seriamente, ha insistito di voler incontrare il leader del Cremlino al più presto, convinto dell'idea che soltanto un faccia a faccia possa sbloccare lo stallo. "Non è andato", a Istanbul "e lo capisco. Ma dobbiamo trovare una soluzione e lo faremo. In media, ogni settimana vengono uccisi cinquemila giovani", ha detto il presidente americano parlando con i giornalisti al seguito prima di partire da Abu Dhabi dando l'impressione che ci potrebbe essere almeno un contatto telefonico già nei prossimi giorni. "E' arrivato il momento". Anche il portavoce dello zar, Dmitri Peskov, ha concordato che l'incontro tra i due leader "è certamente necessario" ma ha messo un freno sui tempi. "Un vertice del genere deve essere preparato e deve essere produttivo, preceduto da negoziati tra esperti, consultazioni, una lunga e intensa preparazione".